Storia della Cà Bianca

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  •  CA’ BIANCA (Monte Basso - Cafasse) - Breve storia

Il fabbricato denominato Cà Bianca è una casupola forestale, situata sulle pendici di Monte Basso ad una altitudine di circa 700 metri, venne costruita nel dopoguerra in occasione degli interventi di rimboschimento del Monte Basso ed utilizzata dagli operai forestali allora impegnati nei lavori; conclusi i rimboschimenti la casupola non venne più utilizzata e lasciata, per molti anni, in completo abbandono. Senza alcuna manutenzione inizio un lento degrado, che si intensificò quando parte del tetto crollò. Il fabbricato, realizzato su terreni di proprietà comunale, venne in seguito trasferito come proprietà al Comune.

Alla fine degli anni ‘70 un gruppo di amici cacciatori, sorpresi da un temporale sulle pendici di Monte Basso, si rifugiarono in quello che restava della casupola e nell’attesa che smettesse di piovere nacque in loro l’idea di ristrutturare il fabbricato. Dall’idea iniziale alla realizzazione della stessa il passo fu breve, ottenuto il parere positivo dall’Amministrazione Comunale, prontamente un nutrito gruppo di volontari si ritrovò a Monte Basso e diede il via alla ristrutturazione della baita poi denominata Cà Bianca (dalla tinteggiatura esterna che la rendeva visibile anche da molto distante), la maggior parte del materiale necessario fu portato a spalla dai volontari, dalla baita di Bergagna fino alla Cà Bianca e nella prima domenica di lavoro venne rifatto il tetto. Nelle domeniche successive i lavori proseguirono alacremente, anche se il gruppo di volontari iniziali era andato mano a mano diminuendo, venne ripristinata anche la strada di accesso e realizzato il piazzale antistante la Cà Bianca e questo agevolò il proseguimento dei lavori evitando di dover trasportare a spalle tutto il materiale necessario.

Venne captata più a monte una fontana e creata una vasca di riserva che tramite un’apposita tubazione alimenta la fontanella sul piazzale di fianco alla casa, questa fontana utilissima, che garantisce un costante zampillo di acqua fresca, è stata battezzata con l’altisonante nome di “Fontana miracolosa”.

Il gruppo di volontari rimasti (una decina) diede vita al primo nucleo del “Gruppo Amici di Cà Bianca” che da allora si occupa della manutenzione e delle migliorie del sito e del fabbricato.

Da allora Cà Bianca spicca sul versante della nostra montagna ed è subito diventata meta di passeggiate ed escursioni, molte persone vi si recano abitualmente, la sua posizione elevata, nelle giornate limpide, offre uno splendido panorama che spazia dalle montagne, al Canavese sino a Torino ed alla sua collina. Dopo la ristrutturazione annualmente si è organizzata una festa e all’inizio degli anni ‘80 vennero organizzate alcune camminate non competitive che si concludevano a Cà Bianca e proseguivano con l’immancabile pic-nic e la presenza di allegre fanfare.

Nel 1983 fu organizzata la prima gara competitiva di Corsa in Montagna, tale gara si svolge ancora attualmente ed è diventata un appuntamento classico per gli atleti di questa disciplina. La gara si svolge abitualmente il 1° maggio e riscuote sempre un notevole successo: è una delle più prestigiose gare di corsa in montagna della provincia di Torino. Grazie al notevole successo avuto da questa manifestazione sportiva, nel 1986 venne costituita l’Unione Sportiva Atletica Cafasse (USAC), con lo scopo principale di raccogliere i numerosi podisti cafassesi in una loro società e di portare avanti l’organizzazione delle future edizioni della Corsa in Montagna Cà Bianca.

Gli anni sono trascorsi ma al gruppo di amici, che si era proposto di mantenere Cà Bianca un luogo decoroso, non è venuto meno l’entusiasmo e nel 1994 decolla la nuova iniziativa, la realizzazione di un Pilone dedicato alla Madonna.

Anche in questo caso grazie alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale ed alla generosità di molte persone si è provveduto il materiale necessario, la statua delle Madonna è stata acquistata con le offerte della popolazione. I volontari hanno prestato moltissime ore di lavoro per la realizzazione dell’opera, ufficialmente inaugurata il giorno 23 luglio 1995 con una solenne cerimonia.

Nel contempo la Regione Piemonte, tramite le opere di miglioramento del patrimonio forestale di Monte Basso, realizzate con la squadra di operai forestali operanti sul nostro territorio, ha portato a termine il recupero del vecchio sentiero che attraversa la pineta. Tale sentiero permette di avere una strada alternativa che sale a Cà Bianca, il sentiero si dirama poi verso la fontana della Croce ed alla monumentale Croce in granito (posta a ricordo delle vittime dell’incidente aereo del 15 aprile 1936 nel quale perirono 7 persone tra le quali l’allora vice podestà di Torino, marchese Carlo Alberto Pensa) e scende infine verso Monasterolo.

La Comunità Montana, su segnalazione dell’Amministrazione Comunale, con un intervento finanziato dalla Regione, ha provveduto alla ulteriore sistemazione della strada di accesso a Cà Bianca.

Al fine di evitare che il transito indiscriminato di troppi mezzi fuoristrada causasse danneggiamenti alla sede stradale ed alle opere di deflusso delle acque si è provveduto a limitare il transito verso Cà Bianca con la sistemazione di una sbarra all’altezza della “betula d’ Paolo”, ovviamente l’accesso è garantito ai proprietari dei fondi ed alle squadre di intervento (Corpo forestale, Gruppo AIB, ecc.), tutte le altre persone possono raggiungere Cà Bianca a piedi per la strada normale o per il suggestivo sentiero rialzato in mezzo alla pineta. In occasione delle feste annuali viene effettuato, con mezzi adatti, il trasporto anche per tutte le persone che non riuscirebbero con le loro forze a salire fino alla Cà Bianca.

Il 5 febbraio 1999 fu un giorno tragico per il nostro paese, un impressionante incendio boschivo ha distrutto buona parte della rigogliosa pineta che ricopriva le pendici di Monte Basso, il forte vento ha purtroppo impedito l’intervento dei mezzi aerei antincendio e considerate le notevoli dimensioni dell’incendio ben poco hanno potuto fare le numerose squadre intervenute, fortunatamente l’area di Cà Bianca non ha subito gravi danni e soltanto alcuni alberi da frutto che erano stati piantati dai volontari hanno patito danni dall’incendio.

Questo drammatico episodio ha ancora una volta risvegliato l’iniziativa del gruppo dei volontari, che in quei momenti avevano temuto il peggio anche per Cà Bianca, ed ecco che nell’ottobre 2000 prende il via l’iter per la nuova iniziativa, un nuovo intervento di restauro del fabbricato e l’ulteriore sistemazione dell’area attigua.

Come di consueto ci si è rivolti alla popolazione ed all’Amministrazione Comunale per poter reperire i fondi necessari all’acquisto del materiale ed anche questa volta la risposta è stata generosa, inoltre la collaborazione di molte persone ha fatto si che ancora una volta il gruppo di volontari “Amici di Cà Bianca” portasse a termine quanto si era progettato.

Con questo ultimo intervento è stato rifatto completamente il tetto, sostituendo le vecchie lamiere e l’intelaiatura in legno con un tetto in cemento ricoperto di nuove lamiere, sono stati sostituiti gli infissi della casa, è stato realizzato uno splendido muro in pietra a sostegno del piazzale, ed è stata rinforzata la volta della cantinetta. Inoltre sono stati realizzati sui piazzali alcuni tavoli fissi, i pianali dei tavoli sono costituiti dalle vecchie lose che formavano il ponte sulla bealera dei prati in via delle Cascine e che vennero rimosse in occasione della sistemazione ed ampliamento della strada, tali lose vennero ancora utilizzate come ponte per un po’ di tempo in altri luoghi e quindi quando rimasero inutilizzate furono recuperate e destinate a questo scopo, il piazzale è stato inoltre risistemato e migliorato.

Anche in questa occasione le ore di lavoro prestate dai volontari sono moltissime ed il risultato ottenuto è visibile a tutti, il nostro paese ha con Cà Bianca oltre ad un ameno luogo di ritrovo, un patrimonio di notevole valore, disponibile per tutta la collettività.

A conclusione di questa breve storia di Cà Bianca è d’obbligo ringraziare coloro che hanno fatto si che una piccola baita semi diroccata sulle pendici di Monte Basso diventasse un ameno luogo di ritrovo e l’occasione per organizzare manifestazioni sportive e ricreative, in particolar modo le molte persone che hanno prestato la loro opere per la realizzazione dei lavori, tutti coloro che con offerte in denaro e materiale e con la messa a disposizione di attrezzature e mezzi meccanici hanno permesso l’esecuzione dei lavori stessi.

Un ringraziamento particolare va alle Amministrazioni Comunali che si sono succedute in questi anni, e che hanno sempre sostenuto le iniziative dei lavori realizzati a Cà Bianca.

Un cordiale ringraziamento ai Parroci che ci sono stati vicini nei vari momenti di lavoro e di festa.

Un ringraziamento al geom. Brero Giovanni che ha realizzato gratuitamente i vari progetti delle opere; ed ai Tecnici comunali ed all’ufficio tecnico comunale per la loro collaborazione.

Un sentito grazie a Rinuccia Nepote Giacometti, prima cronista di Cà Bianca, e che ha tramandato a futura memoria la “Cà Bianca Story” pubblicata nel suo libro “Fili d’erbe e pratoline”.

Un grazie alla Pro Loco Cafasse per la preziosa collaborazione che ha sempre prestato e che continua a prestare, ed a tutte le persone che hanno collaborato nelle occasioni di lavoro, di sport e di festa a Cà Bianca.

Ma il ringraziamento particolare va al gruppo di volontari “Amici di Cà Bianca” artefici di tutte le iniziative che hanno permesso la sistemazione di questa area e del fabbricato, per la loro dedizione, per il loro notevole e continuo impegno e per le moltissime ore di lavoro prestate per mantenere il decoro del luogo.

Nel corso di questa breve cronistoria si è evitato di citare i nomi delle moltissime persone che hanno collaborato, in quanto essendo molte si sarebbe sicuramente rischiato di dimenticarne qualcuna, ma un breve pensiero va rivolto a coloro che hanno sempre collaborato e che non sono più con noi ed in particolare vogliamo ricordare Marengo Luigi, Gianotti cav. Piero (Pierò) e Chiara Giovanni (Papi) che molto si adoperarono per la realizzazione del Pilone.

Quale gran finale non può mancare un caloroso ringraziamento a Francesco Rubiola ed al suo indispensabile trattorino rosso fuoco “Ringo”, non se ne abbiano a male gli altri componenti del gruppo, ma senza l’iniziativa, il continuo impegno e la tenacia di Francesco molte cose a Cà Bianca non sarebbero ancora state realizzate ed è quindi giusto riconoscergli il merito di aver saputo coinvolgere e trainare il gruppo di amici in questa splendida e meritevole opera di volontariato.

Il fabbricato, il Pilone e l’area di Cà Bianca sono proprietà di tutta la popolazione ed a disposizione di ognuno, a coloro che frequentano questo luogo è ovviamente affidato il rispetto del sito, delle strutture e di quanto si è realizzato. Inoltre il Comitato “Amici di Cà Bianca” è aperto a tutti coloro che desiderano prestare la propria opera per mantenere questo luogo nel dovuto decoro.


MATTINO

Apro la finestra ogni mattina

presto, quando la notte sbianca

e nel nero profilo circonflesso

di Montebasso muto ed imbronciato

bianca ti vedo, piccola Cabianca.

Mentre il cinghiale già s’inforra sazio

nella macchia profonda la tua fauna

si desta adagio, specie dopo specie,

la rugiada d’argento vien frustata

dalla falcata veloce del tuo piede

giovane cuore, svelto corridore.

E quando il vapore del creato

si mescola al sudore dell’atleta

il tumulto dell’animo è placato.

 

Franco FERRERO

 (novembre 1987)

 

da ACTA MINIMA – Versi

PRIMALPE edizioni